Cioccolata di Modica

Cioccolata di Modica

La storia della cioccolata modicana inizia da luoghi e tempi lontani, dall’incontro “mancato” tra Cortez e Montezuma, nel 1519. Si narra che il condottiero azteco, in segno di amicizia, abbia offerto una bevanda composta da semi di cacao tritati grossolanamente, con l’aggiunta di acqua, farina di mais, chili, cannella e semi di anice. Bevanda poco gradita perché amara. Infatti Ia prima innovazione degli Spagnoli fu quella di aggiungervi lo zucchero di canna. Gli Spagnoli, insieme alle immense ricchezze in oro ed argento, portarono nella madre patria anche i semi di cacao e la “ricetta” per la cioccolata. Si diffuse nelle corti europee, prima in Italia, poi in Germania, Austria, Inghilterra e Francia, divenendo una bevanda di moda, trasgressiva, elitaria, salutare e dietetica. E’ proprio in questi anni che, con gli Spagnoli, arriva in Sicilia, ed in particolare nella potente e florida Contea di Modica, la preziosa ricetta, forse la più vicina a quella originaria. I semi di cacao venivano macinati su uno strumento chiamato dagli Aztechi “metatl”, una pietra ricurva poggiata su due basamenti trasversali, usando uno speciale mattarello di pietra. La pasta di cacao, amarissima, cosi ottenuta veniva mischiata a zucchero di canna e spezie, in special modo cannella o vaniglia, oltre ad altre essenze più o meno “segrete”. Tale lavorazione è sopravvissuta a Modica fino ai nostri giorni, permettendo di continuare la storia antica e “segreta” di questo ottimo e prelibato prodotto artigianale. Qui finisce una storia e ne inizia un’altra. Grazie alla collaborazione con la Coop. “Quetzal - La Bottega Solidale”, il laboratorio dolciario artigianale “Don Giuseppe Puglisi” ha iniziato la produzione della cioccolata modicana con ingredienti provenienti da cooperative di commercio equo, importando la pasta amara dalla Coop. “Funorsal” (Ecuador), le spezie da Podie (Sri Lanka), lo zucchero di canna da Copeagri (Costa Rica), come a voler chiudere un cerchio attraverso il recupero di frammenti di un percorso che dal Messico pre-colombiano è arrivato fino a Modica. Quella del laboratorio “Don Puglisi” è l’unica cioccolata equa e solidale, che utilizza gli ingredienti originari secondo l’antica ricetta. La particolare lavorazione della pasta amara di cacao (varietà “criollo”) di altissima qualità, permette di assaporare pienamente il cioccolato in diverse essenze, come: alla cannella, alla vaniglia, al peperoncino, tè al bergamotto, caffè, carrubo. Nelle tradizionali tavolette da 100 gr, il vero richiamo di Modica e della sua antica Contea è il cioccolato “ … da mangiare in tocchi o da sciogliere in tazza: d’inarrivabile sapore, sicchè a chi lo gusta sembra di essere arrivato all’archetipo, all’assoluto e che il cioccolato altrove prodotto - sia pure il più celebrato - ne sia l’adulterazione, la corruzione”. (Leonardo Sciascia)

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