Grand Rosè Spumante Metodo Boten

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Grand Rosè Spumante Metodo Boten
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Grand Rosè Spumante Metodo Boten Senza solfiti aggiunti , Si inibisce la microflora indigena indesiderata sfruttando le proprietà selettive dell’alcol grazie al Vinificatore Botèn
Con fermenti indigeni
Non si utilizzano i fermenti industriali ma esclusivamente i fermenti indigeni dei prestigiosi Cru Botèn, selezionati in modo naturale con il Metodo Botèn.
Uvaggio Vengono utilizzate le uve di due tipici vitigni autoctoni veneti: Glera e Raboso.
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Descrizione

Dettagli

Grand Rosè Spumante Metodo Boten

Caratteristiche organolettiche
Al naso si sentono, inizialmente aromi di fiori di acacia, poi di mela acerba (aromi di fermentazione (1), nella parte finale, sentori di melograno (aromi varietali (2).
Al palato emergono gli aromi di mela e nella parte finale gli aromi di nocciola (aroma varietale).
Senza solfiti aggiunti
I solfiti sono sostanze tossiche per l’uomo che vengono aggiunte al mosto per inibire i fermenti indigeni indesiderati che altrimenti comprometterebbero la fermentazione dei mosti.
Col Metodo Botèn non si aggiungono solfiti: si controlla la microflora indigena, enologicamente indisederata, sfruttando le proprietà selettive dell’alcol grazie il Vinificatore Botèn (3).
Solo fermenti naturali di pregio
Non si usano i lieviti secchi industriali, ottenuti per via clonale, commercializzati in tutto il mondo da alcune multinazionali che portano all’omologazione dei vini.
Vengono utilizzati solo fermenti vinari di pregio ottenuti per selezione massale, naturale, col Metodo Botèn (4), provenienti dai prestigiosi Cru Botèn (5).
Uvaggio
Vengono utilizzate le uve di due tipici vitigni autoctoni veneti: Glera e Raboso (6).


1 Sono aromi che si sviluppano nel corso della fermentazione e dipendono dai tipi di fermenti utilizzati per la fermentazione.
2 Sono aromi presenti nella buccia dell’uva e che vengono ceduti al mosto nel corso della macerazione.
3 Grazie ad un flusso controllato di mosto in entrata e di mosto parzialmente fermentato in uscita si mantiene il tasso alcolico all’ interno del vinificatore, costante, a 6,5 gradi alcolici. Questo tasso alcolico inibisce i fermenti indigeni indesiderati e lascia il campo libero a quelli enologicamente interessanti.
4 Abbiamo individuato un procedimento originale e brevettato, per individuare i fermenti indigeni di pregio, per selezionarli ed utilizzarli nella fermentazione dei mosti in modo da conferire ai vini così ottenuti le caratteristiche organolettiche di pregio tipiche di ciascuna selezione di fermenti indigeni.
5 Sono vigneti vecchi, con sotto prato stabile, inerbati naturalmente, collocati in zone con condizioni pedo-climatiche favorevoli, che tradizionalmente hanno prodotto dei grandi vini , grazie al loro misco-ecosistema stabile che assicura una permanente presenza di fermenti vinari di pregio.
6 L’uva Glera viene vinificata in bianco e fornisce gli aromi di fermentazione grazie ai fermenti di pregio utilizzati, mentre il Raboso, a seguito di una breve crio-macerazione, aggiunge gli aromi varietali di melograno al naso e di nocciola in bocca.

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